mercoledì 18 agosto 2010

Focus giovani – Qual è il problema princiale di Andria? Segui il nostro intervento


Nota del direttore – Continua lo spazio dedicato alle sezioni giovanili dei partiti andriesi (quelli che siamo riusciti a censire). Ogni giorno, per dieci giorni, verrà pubblicato un articolo su un tema di attualità su cui abbiamo raccolto i vari interventi, nella speranza di alimentare il dibattito cittadino su tematiche di interesse generale. Oggi proseguiamo con il tema dei problemi della città.

Andria Cinque Stelle - Mancanza di un progetto politico e di buonsenso nell’azione di gestione ed amministrazione dei servizi pubblici e nella capacità di comprendere quali sono le sfide principali che ci attendono al varco. Ad esempio, il caso dei rifiuti: le nostre recenti denunce ci fanno riflettere sull’assenza assoluta di buonsenso. Durante la campagna elettorale avevamo proposto una cosa semplice: raccolta differenziata obbligatoria “porta a porta”, rivolta sia alle famiglie che alle imprese, con tariffa puntuale (“più ricicli, meno paghi”).

Coordinamento delle giovanili della Federazione della Sinistra (Pdci-Rc) - Criminalità, disoccupazione, disagio sociale. Crediamo però che quella che rappresenta una vera emergenza sia proprio la criminalità organizzata (Andria è seconda solo a Napoli nel Mezzogiorno per il traffico di droga internazionale) e la decadenza morale e civile. Parallelamente, infatti, ad uno sviluppo delle attività culturali, alcune delle quali di alto profilo,con elevata partecipazione della cittadinanza, assistiamo ad atti di vandalismo gratuito e di pura inciviltà.

Giovani Andria 3 – Andria è attualmente uno snodo extraregionale del traffico di sostanze stupefacenti. Questa realtà sviluppa una miriade di fenomeni di criminalità e illegalità più o meno interconnessi, che si alimentano insinuandosi tra i tessuti sani della comunità, attraverso i ben noti processi di corruzione, concussione, estorsione. Preoccupa il fatto che dinanzi a un fenomeno di questa portata, fatichi a maturare una cultura della legalità condivisa, perdurando invece la contrapposizione manichea tra criminali e forze dell’ordine. Come più volte ricordato da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino è proprio la cultura della legalità la principale arma da opporre a questi fenomeni.

Giovane Italia – I cittadini andriesi avvertono come problemi principali la sicurezza, l’ordine pubblico e l’arredo urbano. In tale direzione è stato siglato il “Patto per Andria Sicura” attraverso il quale si mira al potenziamento del corpo di Polizia Municipale e del sistema di videosorveglianza, in particolar modo riportando in funzione le 12 telecamere già presenti da alcuni anni per la viabilità. Fondamentale sarà la presenza di presidi stabili di Polizia locale nel quartiere San Valentino e nel centro storico.

Giovani Democratici - La criminalità: si sviluppa laddove la società rimane indifferente a tali comportamenti illeciti. Vogliamo che la nostra città sia più protetta e difesa. Può essere sconfitta attraverso un potenziamento organico delle forze dell’ordine, vigilanza privata, per prevenire e contrastare i numerosi episodi di delinquenza e non solo. Realizzare sistemi di videosorveglianza in rete tra le forze dell’ordine, istituire centrali mobili di controllo, soprattutto educare le giovani generazioni verso comportamenti etici e giusti attraverso l’ausilio della famiglia e delle scuole.

Giovani Idv – Uno dei principali problemi della nostra cittadina siano il bullismo incontrollato e i frequenti atti vandalici, talmente comuni e all’ordine del giorno che ormai vengono considerati “normali”,da cui molto spesso deriva la diffusa omertà della nostra gente su droga, ricatti e quanto altro. Se ne potrebbe elencare una lista lunghissima di questioni da risolvere nel nostra realtà cittadina e ci auspichiamo che vengano presi dall’attuale amministrazione comunale almeno quei provvedimenti enunciati durante la campagna elettorale.

Giovani Sinistra Ecologia e Libertà – Disinteresse per la “cosa pubblica” e poi occupazione e microcriminalità. Umberto Galimberti ha definito nel suo libro “L’ospite inquietante” la noia che investe il giovane che non trova senso nella propria vita e vede la soluzione attraverso la ricerca di motivazioni interne ed esterne che conducano il soggetto a calarsi nella realtà in cui vive e ad esserne protagonista consapevole. Compito delle istituzioni deve essere quello di supportare questo processo di ricerca e di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono lo sviluppo della personalità.

L’Alternativa Giovane - Per Gherardo Colombo “La giustizia non può funzionare se il rapporto tra i cittadini e le regole è malato, sofferto, segnato dall’incompatibilità, se essi non comprendono il perché delle regole”. I cittadini vanno ascoltati e formati, promovendo la cultura dell’attenzione, dell’educazione civica e della comprensione dei significati di Bene Comune e Legalità. Per stabilire il contatto con la realtà, motivare alla partecipazione attiva e diretta e innescare un processo virtuoso che porti ogni cittadino a riappropriarsi di Andria, suggeriamo un assessorato alla Cittadinanza Attiva.

© Il Domani Andriese - 2009

martedì 17 agosto 2010

Focus giovani – Quali politiche giovanili per Andria? Segui il nostro intervento


Nota del direttore – Continua lo spazio dedicato alle sezioni giovanili dei partiti andriesi (quelli che siamo riusciti a censire). Ogni giorno, per dieci giorni, verrà pubblicato un articolo su un tema di attualità su cui abbiamo raccolto i vari interventi, nella speranza di alimentare il dibattito cittadino su tematiche di interesse generale. Oggi proseguiamo con il tema delle politiche giovanili.

Andria Cinque Stelle – 1% del mutuo per l’acquisto sulla prima casa per le giovani coppie (sotto i 36 anni), a carico del Comune. Possibilità di progresso, esperienza delle cooperative per l’autocostruzione, giovane imprenditoria nel settore energetico ecosostenibile, corretto smaltimento dei rifiuti, un modello di economia locale, attento alle peculiarità del nostro territorio dal punto di vista agricolo e turistico e corretto nei confronti dei consumatori. Nessun finanziamento a pioggia, ripartire dal merito, da chi ha idee che camminano da sole, ma che hanno bisogno di un piccolo incentivo.

Coordinamento delle giovanili della Federazione della Sinistra (Pdci-Rc) - Spazi di aggregazione che consentano ai giovani di impiegare il proprio tempo libero in attività che diano loro la possibilità di esprimere le proprie potenzialità, come ad esempio, centri sportivi, laboratori culturali, come anche spazi di educazione alla legalità. È noto infatti che Andria è diventata negli ultimi anni un importante centro per il traffico di droga internazionale e altre attività criminali; il disagio sociale, la disoccupazione, la mancanza di prospettive, formano un enorme bacino da cui attingere manovalanza delinquenziale.

Giovani Andria 3 – Più di un terzo della popolazione andriese è costituita da studenti. Indirizzando lo sguardo verso il quartiere sviluppatosi intorno a via Paganini e dintorni, non può sfuggirci la presenza di un polo studentesco vissuto quotidianamente da migliaia di ragazzi. Sarebbe opportuno a nostro avviso prevedere in quest’area la realizzazione di un’infrastruttura in grado di accogliere gli studenti, permettendo loro di sviluppare attraverso attività extrascolastiche culturali, sportive e ricreative processi di cittadinanza attiva sin dalla più giovane età.

Giovane Italia – I giovani andriesi, come non mai, necessitano di interventi sociali ed economici mirati: è prioritario garantire alle fasce giovanili un sostegno economico attraverso la concessione di microcrediti a tassi agevolati per costituire attività d’impresa anche in aree periferiche e non commercialmente sviluppate. Oltretutto sosteniamo la realizzazione di una card che dia la possibilità ai ragazzi di usufruire di sconti per l’utilizzo di servizi pubblici ed eventuali esercizi convenzionati (cinema, palestre, musei).

Giovani Democratici - Inserire i giovani nel tessuto sociale della città, oltre alla promozione di eventi che possano lanciare i talenti presenti sul territorio, come concerti, mostre di opere letterarie e artistiche, bisognerebbe creare spazi aggregativi per ragazzi nei quali potersi confrontare, privi di colore politico. Possono essere creati cercando di agevolare le varie associazioni presenti sul territorio ad avere una loro sede, che possa diventare punto di incontro per chiunque. Continuare l’iniziativa dei tirocini formativi, non solo negli enti pubblici, ma soprattutto nelle aziende private.

Giovani Idv – Costituzione di un forum comunale che raccolga al suo interno tutte le realtà associazionistiche e le giovanili di partito, superando la dicotomia destra-sinistra e favorendo la creazione di un progetto di sviluppo organico per le politiche giovanili. Stabilire proprio ai giovani del forum un punto dell’odg di ogni consiglio comunale; in tal modo si potrebbe auspicare a responsabilizzare e rendere partecipi anche i giovani alla politica cittadina sia attivamente che passivamente, permettendo loro di evidenziare proprio le problematiche delle fasce sociali meno tutelate.

Giovani Sinistra Ecologia e Libertà – La città di Andria manca di spazi aggregativi giovanili dove si possa trascorrere il tempo all’insegna dello scambio, del confronto e della socializzazione. Nel caso specifico dell’Officina San Domenico, progetto promosso dalla Regione Puglia che ha visto nascere su tutto il territorio regionale i Laboratori Urbani di creatività, auspichiamo che la struttura venga consegnata al più presto alla città poiché rappresenta un’opportunità di crescita, di scambio culturale. Infine, gestione di tale struttura in linea con le politiche giovanili regionali, laiche e rappresentative di una società multietnica.

L’Alternativa Giovane - I giovani sono, prima di tutto, capitale sociale, pertanto per portar frutto occorre che si investa su di loro. Tra le iniziative preferiamo promuovere la messa a disposizione di Spazi Gratuiti per consentire ai giovani di esprimere le loro professionalità artistiche, letterarie, musicali, artigianali; percorsi culturali e corsi di formazione e di educazione alla cittadinanza e alla legalità, essendo fermamente convinti della loro imprescindibilità e della necessità di uno scambio dinamico e positivo tra individuo e ambiente; donazione di una copia della Costituzione Italiana ad ogni neosedicenne; book crossing; Work Camping internazionali da realizzarsi nel periodo estivo per recupero di edifici pubblici dismessi o con altre finalità sociali.

© Il Domani Andriese - 2009Nota del direttore – Continua lo spazio dedicato alle sezioni giovanili dei partiti andriesi (quelli che siamo riusciti a censire). Ogni giorno, per dieci giorni, verrà pubblicato un articolo su un tema di attualità su cui abbiamo raccolto i vari interventi, nella speranza di alimentare il dibattito cittadino su tematiche di interesse generale. Oggi proseguiamo con il tema delle politiche giovanili.

Andria Cinque Stelle – 1% del mutuo per l’acquisto sulla prima casa per le giovani coppie (sotto i 36 anni), a carico del Comune. Possibilità di progresso, esperienza delle cooperative per l’autocostruzione, giovane imprenditoria nel settore energetico ecosostenibile, corretto smaltimento dei rifiuti, un modello di economia locale, attento alle peculiarità del nostro territorio dal punto di vista agricolo e turistico e corretto nei confronti dei consumatori. Nessun finanziamento a pioggia, ripartire dal merito, da chi ha idee che camminano da sole, ma che hanno bisogno di un piccolo incentivo.

Coordinamento delle giovanili della Federazione della Sinistra (Pdci-Rc) - Spazi di aggregazione che consentano ai giovani di impiegare il proprio tempo libero in attività che diano loro la possibilità di esprimere le proprie potenzialità, come ad esempio, centri sportivi, laboratori culturali, come anche spazi di educazione alla legalità. È noto infatti che Andria è diventata negli ultimi anni un importante centro per il traffico di droga internazionale e altre attività criminali; il disagio sociale, la disoccupazione, la mancanza di prospettive, formano un enorme bacino da cui attingere manovalanza delinquenziale.

Giovani Andria 3 – Più di un terzo della popolazione andriese è costituita da studenti. Indirizzando lo sguardo verso il quartiere sviluppatosi intorno a via Paganini e dintorni, non può sfuggirci la presenza di un polo studentesco vissuto quotidianamente da migliaia di ragazzi. Sarebbe opportuno a nostro avviso prevedere in quest’area la realizzazione di un’infrastruttura in grado di accogliere gli studenti, permettendo loro di sviluppare attraverso attività extrascolastiche culturali, sportive e ricreative processi di cittadinanza attiva sin dalla più giovane età.

Giovane Italia – I giovani andriesi, come non mai, necessitano di interventi sociali ed economici mirati: è prioritario garantire alle fasce giovanili un sostegno economico attraverso la concessione di microcrediti a tassi agevolati per costituire attività d’impresa anche in aree periferiche e non commercialmente sviluppate. Oltretutto sosteniamo la realizzazione di una card che dia la possibilità ai ragazzi di usufruire di sconti per l’utilizzo di servizi pubblici ed eventuali esercizi convenzionati (cinema, palestre, musei).

Giovani Democratici - Inserire i giovani nel tessuto sociale della città, oltre alla promozione di eventi che possano lanciare i talenti presenti sul territorio, come concerti, mostre di opere letterarie e artistiche, bisognerebbe creare spazi aggregativi per ragazzi nei quali potersi confrontare, privi di colore politico. Possono essere creati cercando di agevolare le varie associazioni presenti sul territorio ad avere una loro sede, che possa diventare punto di incontro per chiunque. Continuare l’iniziativa dei tirocini formativi, non solo negli enti pubblici, ma soprattutto nelle aziende private.

Giovani Idv – Costituzione di un forum comunale che raccolga al suo interno tutte le realtà associazionistiche e le giovanili di partito, superando la dicotomia destra-sinistra e favorendo la creazione di un progetto di sviluppo organico per le politiche giovanili. Stabilire proprio ai giovani del forum un punto dell’odg di ogni consiglio comunale; in tal modo si potrebbe auspicare a responsabilizzare e rendere partecipi anche i giovani alla politica cittadina sia attivamente che passivamente, permettendo loro di evidenziare proprio le problematiche delle fasce sociali meno tutelate.

Giovani Sinistra Ecologia e Libertà – La città di Andria manca di spazi aggregativi giovanili dove si possa trascorrere il tempo all’insegna dello scambio, del confronto e della socializzazione. Nel caso specifico dell’Officina San Domenico, progetto promosso dalla Regione Puglia che ha visto nascere su tutto il territorio regionale i Laboratori Urbani di creatività, auspichiamo che la struttura venga consegnata al più presto alla città poiché rappresenta un’opportunità di crescita, di scambio culturale. Infine, gestione di tale struttura in linea con le politiche giovanili regionali, laiche e rappresentative di una società multietnica.

L’Alternativa Giovane - I giovani sono, prima di tutto, capitale sociale, pertanto per portar frutto occorre che si investa su di loro. Tra le iniziative preferiamo promuovere la messa a disposizione di Spazi Gratuiti per consentire ai giovani di esprimere le loro professionalità artistiche, letterarie, musicali, artigianali; percorsi culturali e corsi di formazione e di educazione alla cittadinanza e alla legalità, essendo fermamente convinti della loro imprescindibilità e della necessità di uno scambio dinamico e positivo tra individuo e ambiente; donazione di una copia della Costituzione Italiana ad ogni neosedicenne; book crossing; Work Camping internazionali da realizzarsi nel periodo estivo per recupero di edifici pubblici dismessi o con altre finalità sociali.

© Il Domani Andriese - 2009

lunedì 16 agosto 2010

Focus giovani – Problema occupazione: come risolverlo? Segui il nostro intervento


I gruppi giovanili dei partiti andriesi a confronto su uno dei tanti temi di attualità nell’approfondimento del nostro giornale.

Nota del direttore – Inauguriamo da oggi uno spazio dedicato alle sezioni giovanili dei partiti andriesi (quelli che siamo riusciti a censire). Ogni giorno, per dieci giorni, verrà pubblicato un articolo su un tema di attualità su cui abbiamo raccolto i vari interventi, nella speranza di alimentare il dibattito cittadino su tematiche di interesse generale. Oggi cominciamo con il tema del lavoro.

Andria Cinque Stelle - L’agricoltura deve cominciare a seguire il rispetto dei canoni imposti dall’Unione Europea, a seguire i principi delle biodiversità. L’esperienza delle cooperative agricole debba essere migliorata, destinando terreni pubblici inutilizzati alla coltivazione biologica, incentivando la nascita di consorzi per i prodotti tipici. Promozione del nostro territorio, ripartendo dal locale. Contributo sociale per i lavoratori a tempo indeterminato, residenti ad Andria da almeno due anni, che in caso di perdita del lavoro saranno supportati in cambio di una prestazione di lavoro sociale.

Coordinamento delle giovanili della Federazione della Sinistra (Pdci-Rc) - Istituzione da parte del Comune dei “cantieri di lavoro”: assegnazione ai disoccupati di lavori di manutenzione dei beni comunali. È necessario puntare su settori che rappresentano per Andria un’opportunità come turismo e l’agricoltura, creando sviluppo economico e occupazione.

Giovani Andria 3 – Ad Andria la metà degli iscritti alle liste di collocamento svolge comunque attività che rientrano ne cosiddetto “sommerso”. I controlli non risolvono il problema, e i datori di lavoro che lucrano sui dipendenti spesso se la cavano con poco. Si tratterebbe di incentivare la crescita di nuove professioni. Sviluppare i campi legati all’artigianato, al turismo, alle nuove tecnologie.

Giovane Italia – Nell’ultimo decennio è andato disperso l’uso di tenere costantemente corsi di formazione alla professione. Parliamo dei corsi di primo livello che darebbero l’opportunità di recuperare arti e mestieri manifatturieri che i giovani locali non considerano come dovuto.

Giovani Democratici - Creazione di impresa. Sono necessarie forme di aiuto alla nascita di nuove attività imprenditoriali. Si può promuovere la nascita di cooperative, che è la forma di impresa con maggiori agevolazioni fiscali, in vari settori come servizi sociali, turismo, vivibilità del territorio . Potranno occuparsi di promuovere il turismo ad Andria creando percorsi culturali e culinari. Agevolare l’apertura di bed & breakfast nel centro storico, bar.

Giovani Idv – Ricorso agli ammortizzatori sociali e interventi tra cui: prevedere il ricorso generalizzato ai contratti di solidarietà; raddoppiare la cassa integrazione ordinaria da 52 a 104 settimane; disporre ammortizzatori sociali a favore di tutti coloro che ne sono privi a partire dai precari; abbattere il costo del lavoro per favorire le assunzioni a tempo indeterminato; stabilire un salario minimo d’ingresso per i giovani pari ad almeno mille euro al mese.

Giovani Sinistra Ecologia e Libertà – Gli investimenti devono essere indirizzati alla riconversione industriale, all’aggiornamento delle tecnologie impiegate nei processi produttivi e nella valorizzazione delle ricchezze presenti sul territorio: cultura e ambiente. D’altra parte è necessario rivedere il modello del mercato del lavoro sottoposto ad una sistematica destrutturazione basata su una visione del lavoro come merce di scambio e non più come elemento fondante della persona umana e della società come previsto dall’art.1 della Costituzione italiana.

L’Alternativa Giovane - Negli ultimi anni è aumentata la presenza in città di fasce sociali deboli e a rischio. Superare la fase assistenzialistica può divenire un’opportunità anche occupazionale se si predispone e favorisce la creazione di nuove figure lavorative che liberino dai bisogni questi soggetti, aiutandoli nella realizzazione di una loro autonomia reale. Agenzie che informino e orientino i giovani nella scelta dell’indirizzo della scuola secondaria e della facoltà universitaria, con coeve e adeguate diversificazioni nell’offerta formativa, possono evitare investimenti umani ed economici in settori ormai saturi.

© Il Domani Andriese - 2009

martedì 10 agosto 2010

Storia di una generazione “a perdere”


Ad un anno dal giorno della mia laurea alcune considerazioni:

Il conto in rosso, nessuna prospettiva concreta per il futuro e la fatica di mantenere certi impegni presi con me stessa. È difficile cercare di farcela da soli, senza chiedere più soldi ai genitori.

Solo pochi anni fa, senza una laurea uno straccio di lavoro, precario, mal pagato, lo trovai e ne trovai anche altri quando ne avevo bisogno, oggi ho una laurea in tasca ma è tutto buio e vivo alla giornata perché se oggi penso a domani, mi viene un attacco di panico!

Come pagherò l’assicurazione dell’automobile, la revisione, la bolletta del gas (per ora sono riuscita a restituire ai miei solo 50 euro il 10%!), le tasse per la magistrale, i libri, le scarpe (che siccome sono cinesi ogni anno vanno ricomprate), e mi richiameranno per le ripetizioni?

Allora… dell’automobile non posso fare a meno perché dove vivo non passano i mezzi pubblici, vivessi ancora in città non dovrei preoccuparmi non userei l’automobile e addio preoccupazioni questo è certo, le scarpe mi servono per camminare, ma forse ricorrendo al calzolaio anche con quelle dello scorso inverno un’altra stagione ce la faccio, le bollette… mi devo riscaldare e lavare perciò pure quelle non posso evitarle, e speriamo che la scuola continui a mietere vittime così lavoro anche a settembre. Menomale che non pago l’affitto! E dovrei pure pensare all’amore? E chi me lo da il tempo di socializzare e poi socializzare costa!

Tutto il resto è superfluo se ne può fare a meno. Ho trent’anni e non mi posso permettere la palestra, la connessione internet, la pizza con gli amici, il telefono carico, i cd, i libri, le vacanze, l’estetista e il parrucchiere, il pane e il latte freschi ogni mattina, (se dovessero contare su di me parrucchieri e panettieri morirebbero di fame!). Eppure mia madre se le poteva permettere queste cose, e si poteva permettere anche me.

Lo sapete perché faccio questa vita? Perché ho deciso di vivere da sola, di uscire di casa anche senza un lavoro, contando sull’aiuto dei miei, e non pretendendo nemmeno un euro di più di quanto mi darebbero se vivessi con loro, ma non ce la farò, non riuscirò ad affrontare senza chiedere aiuto un altro inverno, non riuscirò a tenere fede alle promesse che mi sono fatta un anno fa, ho finito le risorse, e l’entusiasmo. Forse dovrò tornare a vivere con i miei.

Ah i miei genitori! vorrei che fossero fieri di me, vorrei che fossero liberi da un mutuo, perché io sono il loro mutuo mensile, a tasso variabile!

Poi mi vengono a dire che i giovani sono nichilisti, che non hanno prospettive, che vivono alla giornata, certo che viviamo alla giornata se no sarebbero aumentati i suicidi!

Abbiamo trent’anni e ancora dormiamo nella stanzetta di quando eravamo piccoli o, al limite in case autonome, ma pagate sempre dai genitori i quali non si liberano di noi nemmeno a sessant’anni! Non facciamo figli, non compriamo automobili, non compriamo case, non apriamo conti in banca, non paghiamo le tasse, siamo più improduttivi dei vecchi (che almeno loro hanno lavorato una vita)!

Io mi chiedo ma la colpa non sarà di chi sta in alto? Insomma una generazione di mammoni disoccupati e nessuno prende provvedimenti, nessuno vigila sulle aziende che offrono lavoro finto, nessuno propone niente. La meritocrazia… si riempiono la bocca di questa parola e poi non indicono concorsi, non sbloccano i turn over, sopprimono gli enti di ricerca. L’unica carriera possibile è quella militare e col rischio di finire sul fronte di guerra o mandati a manganellare la gente per strada, oppure il Grande Fratello, ti vendi l’anima ma almeno dopo mangi!

Si può andare lontano con questo sistema? Una società che non investe nei suoi giovani che futuro si aspetta di avere? Lascio a voi la risposta.

Regina Conti

http://www.sinistraeliberta.eu/articoli/storia-di-una-generazione-“a-perdere”

mercoledì 21 luglio 2010

No a qualsiasi muro.


Bentornato regime.
Ieri la maggioranza in Consiglio Comunale, su proposta del Pdl, ha votato un ordine del giorno che per quanto ci riguarda è un vero e proprio atto d’imposizione alla cittadinanza di una festa che non appartiene alla nostra storia e soprattutto non avvertita dalla nostra coscienza popolare (proprio per questo motivo la festa della giornata delle libertà è stata imposta con una legge dello Stato).
È una festa imposta ai dirigenti scolastici delle scuole di competenza comunale, perché questi sono liberi (così come predisposto dalla legge) di attivare tutte le procedure necessarie per festeggiare questa ricorrenza.
È una festa imposta anche perché non sentita dalla coscienza popolare, la quale ha già una giornata della Liberazione, che è quella del 25 Aprile, in cui si ricorda il sacrificio di tutti quegli uomini e di tutte quelle donne che hanno sacrificato la propria vita per liberare l’Italia dallo spettro del totalitarismo fascista. Festa, quella del 25 Aprile cui sono intitolati molti monumenti e vie, e che è celebrata ogni anno in tutte le Città italiane senza necessità di atti d’imperio da parte dei consigli comunali.
L’approvazione di quest’odg mostra una certa dicotomia di questa maggioranza che da un lato vuole ricordare la giornata della libertà, dall’altro tende a non ricordare quei muri invisibili che giorno dopo giorno, mattone su mattone, vengono eretti dal Governo centrale. E quando parlo di muri invisibili, mi riferisco a quelli eretti contro gli immigrati che si lasciano morire in mare; a quelli che alimentano l'omofobia; a quelli eretti contro le donne, che il Premier reputa ancora un oggetto a proprio uso e consumo; a quelli che sono eretti contro i diversamente abili, che con la nuova finanziaria non avranno più alcun sostentamento finanziario; a quelli eretti contro le verità sulle stragi di mafia; a quelli eretti contro noi Terroni; e a tanti altri che tendono sempre più ad aumentare.
L’altra realtà che si vuole far finta di dimenticare è l’esistenza di un muro vero e proprio, eretto in Palestina da un governo non certo di Sinistra.
La cosa più ridicola della seduta è che molti esponenti della maggioranza hanno votato quest’ordine del giorno pur non condividendolo (logicamente non ai microfoni) perché non appartiene alla propria storia, cultura e formazione politica.
Pertanto se davvero vogliamo festeggiare una giornata della Libertà dai totalitarismi, dobbiamo essere contrari non solo a quelli riconducibili alla nostra avversa parte politica, ma anche quelli che ci sono vicini e soprattutto dobbiamo contribuire a eliminare tutti quei muri invisibili che sono delle realtà più spregevoli, più subdole, più alienanti di un totalitarismo.

Michele Lorusso

lunedì 19 luglio 2010

C'è un'Italia migliore

Il "discorso della luce" di Nichi Vendola in chiusura di Eyjafjallajökull -- Eruzioni di buona politica.

Dobbiamo fare la tara ai nostri sentimenti . Certo, viviamo in un Paese di cui ogni tanto ci vergognamo, ci sono molti motivi per essere inquieti. Non dobbiamo anestetizzare il nostro dolore, ma lo dobbiamo usare per capire i fenomeni sociali, culturali e politici. Il dolore deve essere la radice della speranza che dobbiamo ricollocare al centro del discorso politico. C'è un'Italia migliore e noi la faremo vincere.



mercoledì 7 luglio 2010

Noi rifiutiamo il vostro futuro feudale


Pubblichiamo di seguito l'articolo del compagno Claudio Riccio apparso sul blog de l'Espresso

LA RIVOLTA DEI GIOVANI?
una generazione che discute di sé stessa, tra paure e speranze, voglia di fuggire o di lottare


Noi rifiutiamo il vostro futuro feudale

“Corri compagno! Il passato è alle tue spalle”. Questa scritta capeggiava su un muro della Sorbona di Parigi nei primi giorni di un Maggio di 42 anni fa. Alcuni hanno corso così tanto da non avere più nulla davanti da aver sconfinato, saccheggiato in quel che era nostro, nel nostro tempo, in quello che doveva restare sopito ad attenderci.


E ora chi ha corso tanto ci guarda, e ci disprezza, come ogni generazione guarda chi li segue con superiorità spesso infondata.

Credo che la vis polemica e la rabbia che traspare da alcune delle repliche a Curzio Maltese derivi da quell'inconscio scatto d'orgoglio, quella consapevole incazzatura che sorge in ciascuno di noi dinanzi ai paternalistici e boriosi professoroni che ci guardano e ci dicono: “eh ma io ho fatto il '68”, i quali a loro volta si sentirono dire dai propri genitori - dai nostri nonni - “eh, ma io ho fatto la Resistenza...”

Ma oggi quel che è nato dalla Resistenza, ovvero la Costituzione Repubblicana, e quel che è scaturito dalle lotte degli anni '60 e '70, ovvero i diritti e lo stato sociale, sono stati spazzati via, spesso con la complicità stessa di chi quelle lotte le aveva condotte.

Il dibattito scaturito dall'articolo di Curzio Maltese è forse più legato all'autore, che al testo in sé. Se quello stesso testo fosse stata opera di un qualsiasi ragazzo, studente o precario che fosse, non avrebbe causato alcuna reazione, se non un “mi piace” su Facebook.

Motivo della reazione è l'età, il lavoro, la condizione dell'autore, e il giornale per cui il giornalista Curzio Maltese scrive: la Repubblica.

Le reazioni al dibattito sono state molteplici, ma tutte molto emotive, scritte di getto, quasi di pancia. Non è semplice mantenere la lucidità su questo tema, esistono tanti giovani che resistono quotidianamente, resistono alla crisi, alla precarietà, alla voglia di fuggire, all'ignavia. Esiste una miriade di ragazzi che si rivolta e prova a “rivoltare”, sé stessi, gli altri coetanei, prova a “rovesciare il tavolo”. Ma sono, e siamo invisibili. E lo resteremo, a meno che Curzio Maltese non colga l'occasione di questo dibattito per lasciarci parlare, raccontare, e non per, come spesso avviene, raccontarci nel peggiore dei saggi sociologici sulla “generazione x”.

Siamo invisibili. Diventiamo visibili solo se Repubblica decide che le rivolte dei giovani sono più utili e funzionali all'opposizione di quanto non lo siano le abitudini sessuali del Presidente del Consiglio, e allora le nostre proteste quotidiane finiscono improvvisamente in prima pagina, e Curzio Maltese si immerge nell'Onda e la racconta. Ma poi gli stessi studenti continuano a scendere in piazza, occupano le facoltà, magari per 21 giorni a Bari nel mese di Maggio (come è capitato a me poche settimane fa). In questi casi non ci viene riservato neanche un trafiletto se non sulle edizioni locali. Torniamo a essere invisibili, quando lo decidete voi, ma seppur non evidenti ai più continuiamo a vivere, a esistere, a lottare. La nostra, lo ricordo, è una lotta difficile, perchè di fronte non abbiamo né grandi nemici visibili, né i mulini a vento.

Siamo nella peggior crisi del sistema capitalistico, voi avevate le ideologie e libri piovuti dal cielo che vi indicavano il cammino, voi avevate il boom economico, i partiti e le grandi organizzazioni di massa. Noi non abbiamo nulla.

Sia chiaro, non stiamo aspettando il nuovo “manifesto” che ci dia la linea, non ne vogliamo, non vogliamo maestri, padroni e padrini, esigiamo solo rispetto, curiosità e autonomia.

Non siamo solo dei giovani, siamo dei cittadini, mantenuti nel ghetto del “devono farsi le ossa”, mentre nel frattempo c'è chi mangia il resto, consuma risorse, chiude porte e spazi.

Non ho mai amato la categoria dei giovani, anzi, posso dire che fino a poco tempo fa sostenevo convintamente: “io odio i giovani”. Odio i giovani come categoria, odio il fatto che un quarantenne sia giovane, odio i cognomi che suonano familiari nei posti chiave del Paese ed i giovani prof. Universitari che fanno carriera cooptati dal loro stesso papà, odio chi dice che ci vogliono più giovani in politica, dato che ho visto fare ai giovani politicanti azioni più becere di vecchi squali democristiani di 80 anni, odio i giovani come categoria indefinita, odio le generalizzazioni, tanto quanto “odio gli indifferenti”, indipendentemente dalla loro età.

Con ciò non voglio dire che non esista una questione giovanile in Italia. Esiste una condizione dei giovani simile a quella di altre categorie discriminate dalla miopia e dall'individualismo dell'Italia: i giovani, come le donne, come gli stranieri, come i più poveri, non hanno spazio e alcun peso decisionale nella vita del Paese.

Vivo in una Italia in cui i giovani son chiamati bamboccioni, ma tutto impedisce loro di andar via di casa. Non esistono forme di reddito di cittadinanza, non esistono sostegni per la casa, per la mobilità, non ci sono speranze di un lavoro stabile.

“Tutto procede per il meglio”. Così ci ha detto il Capitano del Titanic urlando nelle nostre orecchie da che eravamo bambini.

“Largo ai giovani” ci hanno detto i fabbricanti di precarietà, le stesse persone che sostengono il valore sacro della famiglia, ma che una famiglia ti impediscono anche solo di immaginarla.

C'è chi ci esorta a un conflitto generazionale, come fa Curzio Maltese dalle colonne del Venerdì, come ha fatto sul Corriere “Pigi” Battista, giornalista reazionario dal passato trotzkysta. Nel contempo Brunetta ci propone di togliere i soldi ai pensionati per darli ai giovani. Ma noi rifiutiamo, non solo perché non vogliamo briciole di welfare da sottrarre ai nostri nonni. Rifiutiamo le idee di Brunetta Perché non accettiamo il conflitto generazionale in una ottica redistributiva, perché non vogliamo la guerra tra poveri, auspichiamo e lavoriamo, in tante e tanti, per una grande ribellione generale che ambisca a costruire una società migliore, vogliamo un mondo nuovo, un mondo che finalmente abbia un futuro, non solo per la nostra generazione.

La mia generazione non è caratterizzata da un numero, un anno o un decennio, ma dalla cifra della precarietà, unica variabile certa che ci unisce. Fermo restando le “differenze di classe” - per usare un termine desueto – la crisi economica, ambientale, sociale sono un po' come la livella di Totò, dinanzi a un tale sfacelo siamo tutti – o quasi – uguali, senza un futuro.

I lavoratori di Pomigliano difendono il diritto al lavoro, i diritti sindacali, il contratto nazionale collettivo, tutte conquiste fondamentali che non sono, però, che archeologia per quella che è la vita che mi si prospetta davanti, una vita sotto il ricatto non di Marchionne, ma della precarietà. Nonostante ciò sono e siamo con loro. Siamo con loro anche perché il lavoratore 50enne che perde il lavoro per la crisi economica e non riesce a rientrare nel mercato del lavoro è uguale a me, appartiene alla mia stessa generazione, è una proiezione futura di quella che sarà la condizione permanente della vita mia e dei miei coetanei. Colaninno Jr., Federica Guidi, e i vari giovani di confindustria, ovviamente no. Sono il prodotto marcio di un'altra epoca che, sotto le smentite spoglie nuoviste, resiste e cerca di rimanere quel che è: feudalesimo.

Hanno rapito il futuro, e i colpevoli sono – senza retorica - il passato e il presente, che vivono il loro panciuto benessere sulle spalle fragili dello sfruttamento di miliardi di persone nel mondo con la casa e il suv garantiti dall'ipoteca posta a nostra insaputa sul nostro futuro.

Vogliamo potere scegliere delle nostre vite, ma non vogliamo limitarci a liberare il futuro dai suoi sequestratori. Rifiutiamo il futuro che la vostra generazione ha costruito per noi, vogliamo abbatterlo e ricostruirlo, costruire un mondo nuovo, tutto da inventare.

Ma vi accoglieremo nel nostro mondo nuovo, perché non abbiamo rancore.

Claudio Riccio, 25 anni, studente