lunedì 31 gennaio 2011

Elezione coordinamento cittadino


Il direttivo di Sinistra Ecologia e Libertà di Andria si è riunito ieri per l'elezione del coordinatore cittadino.

All'ordine del giorno era prevista una prima votazione sulla proposta di co-coordinamento (una donna, un uomo) avanzata in precedenza dalla Rete delle Donne di Sel, proposta approvata con ampio consenso.

Con grande soddisfazione si rende noto che i coordinatori cittadini eletti sono Valentina Lomuscio e Michele Lorusso.

La sfida del co-coordinamento trova la sua ragione d'essere nella volontà diffusa all'interno di SEL, a livello nazionale e locale, di porre come base primaria di un'azione politica di stampo nuovo la cooperazione tra donne e uomini, della "eliminazione dell'IO come punto fondamentale di tutte le dittature", utile ad un partito orizzontale secondo quanto è nelle aspirazioni di tutte/i noi. Si auspica in questo modo la riappropriazione da parte e per la politica di centro-sinistra di ambiti e punti di vista specificamente femminili, con l'obiettivo di realizzare l'unità di intenti ed azioni attraverso l'arricchimento della diversità.

Il direttivo è composto dai seguenti membri: Asseliti Graziella, Ballarino Vito, Carbone Alessandra, Ciciriello Angela, Colasuonno Mariella, De Palma Adriana, Di Bitonto Vito, Fasciano Gioacchino, Fatone Federica, Fusiello Riccardo, Inchingolo Ninni, Ippolito Gianfranco, Lomuscio Valentina, Lorusso Michele, Lorusso Sabrina, Lotito Sabino, Mastrototaro Loredana, Memeo Sabino, Peloso Nicola, Pollice Silvana, Pomarico Mariachiara, Porro Vera, Prodon Vincenzo, Sardano Antonio, Sgarra Emanuele, Tammaccaro Savino, Tannoia Mariagiulia, Tortora Nicola, Vitti Marco, Zaccaro Vincenzo, Zagaria Rino.

Molti sono gli auspici che tale innovazione nella struttura dirigenziale ispira.

I migliori auguri ai neoeletti: la politica è bella se fatta insieme.

lunedì 17 gennaio 2011

Una settimana da link


Care compagne e cari compagni

quella appena trascorsa è stata una settimana intensa, che ci ha visti partecipi attenti qui ad Andria, come in tutta Italia, alle vicende della battaglia di Mirafiori.

Il risultato del referendum (46% NO) è straordinario ed è importante saperlo leggere insieme a quanto sta accadendo nel nostro Paese in questo momento. C'è una presa di coscienza dei propri diritti e della propria dignità che collega con un fil rouge operai, studenti, precari, donne, disoccupati che si sta allargando, che sta spingendo da postazioni diverse ma verso un unico obiettivo: quello di emergere per far ascoltare la propria voce e per cambiare le cose, per ottenere ciò che si pensa sia come minimo dovuto e di cui invece si è stati privati, da troppo tempo, o nel tempo presente, ovvero l'opportunità di vivere una vita migliore.

Questo filo rosso, questo contatto, questo link possiamo percepirlo oggi come non mai, e come non mai dobbiamo impegnarci per rafforzarlo, promuovendo l'incontro delle varie istanze, rinsaldando con le idee e con la pratica un concetto fondamentale: non siamo soli. Nessuno di noi lo è. Quando si dice: c'è un'Italia migliore (la stessa cosa vale per un'Andria, o una Firenze, o un sindacato, o un modo di fare politica) non si vuole proporre una visione utopica del Paese, ma si traduce in parole un fatto vero, una realtà che piano piano sta emergendo, con tutta la sua verità.

Durante l'incontro di mercoledì scorso abbiamo avuto modo di conoscere in termini specifici su quali basi si fondano la posizione della Fiom nei confronti del diktat Fiat e la posizione del sindacato universitario LINK sulla controriforma Gelmini e ciò che abbiamo appreso -o probabilmente verificato- è che si tratta delle stesse basi. Da un lato infatti c'è un governo che (intriso delle logiche di profitto e produttività globalizzanti) mina, per usare un eufemismo, tutte le certezze di lavoratori e studenti italiani, senza dialogo, bypassando le trattative, ignorando la richiesta di ascolto che proviene dai diretti interessati; dall'altro ci siamo NOI, studenti e lavoratori, assieme a sindacati ancora degni di essere chiamati tali, che lottiamo perchè non ci arrendiamo a questa involuzione dei rapporti tra governati e governanti. E' emersa una profonda connessione tra diritto allo studio e diritto ad un lavoro oltre che certo anche sano, perchè, come ha fatto notare la rappresentante di Link, Sveva Scaramuzzi, gli studenti di oggi, sono i lavoratori o i cassintegrati, o i disoccupati di domani, e gli operai di Mirafiore sono un campione di quei genitori che hanno dovuto subire un ricatto la cui risultante sarebbe ricaduta sul presente dei loro figli, studenti o disoccupati.

Saperi e lavoro sono strettamente connessi perchè rappresentano in sintesi il progresso di un Paese, la civiltà di un Paese.

Siamo dunque molto contenti che iniziative simili alla nostra si stiano svolgendo o siano in programma in altre città, a partire da Canosa, proseguendo per Bologna, fino a Milano. E ci fa ben sperare che continuando così possiamo raggiungere moltissime persone che pensano di essere sole nella propria condizione, più o meno precaria che sia. Questo link, questo collegamento, non è solo virtuale, ma anche reale, va ben oltre le differenze di status o di genere, ma soprattutto oltre i limiti territoriali. Nichi Vendola una volta ha detto "il territorio non è un valore". Ho riflettuto molto su quest'asserzione cercando di comprenderne la portata e penso di aver finalmente capito. Sono le persone, ovunque si trovino, che rendono un posto migliore, vivibile, attivo e felice, il posto in cui esercitano la propria spinta propulsiva verso il cambiamento in meglio, è relativo.

Il mio invito è quello di condividere tutti e sempre e con tutti i mezzi a nostra disposizione- e ovviamente quando possibile anche di parteciparvi- ogni iniziativa che abbia come motore la stessa voglia che anima tutti noi, far conoscere, fare rete e unire.

Buon lavoro a tutti, ovunque vi troviate.


Silvana



il potere non è

solo dove si prendono

decisioni orrende

ma ovunque il discorso

rimuove il corpo la rabbia

l'urlo il gesto di vivere

La stessa facoltà di diritto


Da quel che ci risulta, i Dirigenti del Comune di Andria hanno volontariamente disobbedito all’indirizzo del Sindaco che richiedeva loro di trasmettergli le determinazioni dirigenziali “preventivamente alla loro numerazione”, al fine di “esaminare e vistare” gli stessi atti.

Questo comportamento dei Dirigenti ci ha riportato alla mente l’ampia discussione che si ebbe, dopo la Seconda Guerra Mondiale, sulla legittimità della disobbedienza agli ordini del Dittatore di turno, qualora gli stessi fossero valutati come manifestamente ingiusti.

L’atto di dignità dei Dirigenti del Comune di Andria non può esimerci però dallo stigmatizzare energicamente il contenuto dell’indirizzo formulato dal Sindaco Giorgino il 17 dicembre dello scorso anno.

Chiedere ai Dirigenti di trasmettere le determine “preventivamente alla loro numerazione” significa violare uno dei principi fondamentali del nostro Ordinamento amministrativo, che prevede la netta separazione tra facoltà e competenze gestionali che appartengono ai Dirigenti e poteri di indirizzo di pertinenza della classe politica.

Le leggi cosiddette “Bassanini”, dal 1997, questa distinzione di competenze l’hanno nettamente sancita ed il rispetto di questo principio è presupposto ineludibile della trasparenza dell’attività amministrativa, di cui molti si riempiono la bocca, salvo poi non coglierne pienamente i reali contenuti.

Pretendere poi di vistare le determine dirigenziali, prima della loro formale adozione, significa introdurre un arbitrario aggravamento del procedimento, con effetti devastanti anche sull’efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa.

Un interrogativo per tutti : cosa accadrebbe per il Settore Servizi Sociali, se prima della concessione di un contributo straordinario, ossia di quel contributo che serve per soddisfare esigenze primarie di vita, la determina dovesse essere vistata dal Sindaco ?

Il povero cittadino farebbe in tempo a morire di fame ?

Non sappiamo a quale facoltà di diritto si sia iscritto l’Avv. Giorgino.

Abbiamo il sospetto, però, che anche lui abbia frequentato quella del Presidente del Consiglio dei Ministri Berlusconi, che riconosce solo la carta costituzionale della Padania.

venerdì 10 dicembre 2010

Giovani a "Scuola per la Pace"


Apprendiamo con piacere da una nota diffusa a mezzo stampa che la Regione Puglia ha deciso di sottoscrivere un protocollo d’intesa con l’Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia e la Tavola della Pace al fine di mobilitare e diffondere la cultura dei diritti umani e della cittadinanza democratica. La firma è prevista per il prossimo 13 dicembre 2010 e vedrà la partecipazione del Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, del Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia, Lucrezia Stellacci e del Coordinatore nazionale della Tavola della pace, Flavio Lotti nel corso di una Conferenza stampa alla quale parteciperanno anche gli assessori regionali Alba Sasso, Nicola Fratoianni e Silvia Godelli

Il programma denominato “La mia scuola per la pace”, prevede la realizzazione di incontri, seminari e forum che avranno l’obiettivo di promuovere tra i giovani la riscoperta del significato autentico dei valori della pace, della giustizia e della libertà, valori al centro della nostra Costituzione e della Dichiarazione Universale dei Diritti umani di cui oggi ricorre il 62° Anniversario.

Pensiamo che riportare al centro del dibattito e della formazione delle giovani generazioni una nuova concezione della solidarietà internazionale e della tutela dei diritti, come richiamato dall’art. 1 della Dichiarazione, sia un passo ineludibile per poter ricominciare a guardare al futuro con un po’ più di fiducia.


Sel Giovani - Andria

giovedì 9 dicembre 2010

Bilancio, terminata Giunta. I commenti di Vendola e Pelillo


Sarà una manovra di lacrime e sangue. “Lacrime nostre, sangue del popolo” ha detto il presidente Vendola al termine della riunione di giunta sul Bilancio. “Il governo Berlusconi ha tagliato somme ingenti, circa 300 milioni di euro, sulle competenze che lo Stato ha trasferito alle regioni. La Regione Puglia con circa un miliardo di euro organizza la propria esistenza: a malapena si potranno pagare gli stipendi e poco più. Si tratta, come ho già detto, di un’opera di macelleria sociale fatta da Tremonti, con ferite purulente sulla carne viva dei ceti più disagiati”. Trasporti e welfare i settori più falcidiati: lo ha confermato l’assessore Pelillo. “E’ stata una manovra difficile. I dirigenti, per scriverla, non sono tornati a casa per giorni. Ci siamo trovati di fronte a esigenze nuove: un patto di stabilità invalicabile, tagli lineari impietosi dal Governo su tutti i settori anche i più cruciali, il piano di rientro. Nel 2011 queste esigenze saranno strutturali, e nei fatti abbiamo dovuto predisporre un bilancio sia preventivo che consuntivo quasi allo stesso tempo, pur in presenza di variabili non quantificabili.
Abbiamo tuttavia assicurato alcune priorità: il cofinanziamento dei fondi europei (93 mln), 34,5 mln per il piano di rientro, 17,5 mln per il fondo rischi,10 mln per l’ospedale della Murgia, 3 mln per le Università, un settore tagliato rispetto all’anno scorso ma che abbiamo voluto comunque finanziare”. Pelillo ha precisato che il bilancio autonomo assomma a circa 728 milioni di euro per le risorse disponibili.
“Per quanto riguarda l’articolato abbiamo confermato lo zero per le addizionali irpef e irba, mentre per l’irap siamo a disposizione per un confronto sulla crescita occupazionale per le nuove imprese. In più c’è la partecipazione al capitale sociale di Banca Etica, la destinazione del 5x1000 della Regione ai gravi indigenti e il comodato d’uso di stabili per l’università di Foggia (Palestra) e il comune di Brindisi (Tommaseo).


8 dicembre 2010
PressRegione

martedì 7 dicembre 2010

Giornata europea contro la corruzione, Fratoianni incontra delegazione giovani


Martedì 7 dicembre alle ore 9 presso l’aula del Consiglio Regionale l’Assessore regionale alle Politiche Giovanili Nicola Fratoianni incontrerà i giovani pugliesi che si recheranno il prossimo 9 dicembre a Bruxelles per la celebrazione della Giornata Europea contro la Corruzione.

Dalla Puglia, grazie al prezioso lavoro di sensibilizzazione dell’Associazione “Terra del Fuoco Mediterranea”, partiranno tre pullman di ragazzi provenienti da tutto il territorio regionale.

“Si tratta – ha dichiarato l’Assessore – di un appuntamento europeo di straordinaria importanza, che speriamo serva ad esportare, tramite l’appoggio delle istituzioni governative maggiormente sensibili a questi temi, la legge 109/96 nello scenario europeo, facendola divenire una direttiva comunitaria”.

fonte: Urp Regione Puglia

sabato 20 novembre 2010

Mentre Andria diventava Città...


Venerdì 19 Novembre Andria diventava Città e per questa ricorrenza, a parte l’addobbo a festa della Casa del Popolo, con annesse hostess (com’è classico fare di una certa parte politica), a consegnare il titolo di Città è sceso da quel di Roma il Ministro per gli Affari Pugliesi, Raffaele Fitto.

Proprio nello stesso giorno, circolava la notizia che il suddetto Ministro, nel praticare lo sport di impugnare leggi della Regione Puglia, ha impugnato dinnanzi alla Consulta anche gli «adempimenti» con i quali l’amministrazione guidata da Nichi Vendola intendeva adeguarsi alle direttive richieste da Palazzo Chigi per la sottoscrizione del piano . La prima, predisposta dall’assessore al Bilancio Michele Pelillo, riguarda le coperture previste dal Bilancio autonomo per il triennio di vigenza del piano dei tagli; la seconda, invece, «congela» le internalizzazioni. Come dire, un Ministro Pugliese, che dice di amare tanto la sua regione e i pugliesi,sta facendo di tutto per far commissariare la Sanità pugliese, solo per screzi politici con l’attuale Giunta regionale.

A parte questa breve digressione, vogliamo raccontarvi quello che è accaduto nel pomeriggio del 19 Novembre. Alcuni di noi, dopo aver letto la notizia sopra accennata, e dopo essersi ricordati della venuta di Fitto ad Andria, hanno pensato di distribuire un volantino per informare i cittadini di quello che Fitto stesse regalando alla nostra regione.

Armati di tanta buona volontà e di un centinaio di volantini, e pensando di essere in una delle cosiddette “democrazie occidentali” in cui è possibile esprimere liberamente il proprio pensiero, abbiamo cominciato la nostra attività di proselitismo, sotto Palazzo di Città. Ebbene, dopo aver distribuito qualche volantino, siamo subito stati fermati dagli agenti della Ps, che dopo aver visionato il contenuto del volantino, ci hanno invitato, perché senza autorizzazione, ad andare a distribuire volantini su Via Bovio. Siccome non era nelle nostre intenzioni rovinare la cerimonia che doveva APPARIRE perfetta, ci siamo allontanati dubbiosi e con un interrogativo: come mai sotto Palazzo di Città è necessaria l’autorizzazione e invece in Via Bovio non è necessaria?

Non è tutto.

Dopo aver assistito alla “militarizzazione” (eccessiva per un rappresentante del “Popolo”, normale per chi ha paura del malcontento del “Popolo”) della zona sottostante Palazzo di Città, con transenne e un dispiegamento di forze dell’ordine inaudito, abbiamo chiesto ai due Vigili Urbani, che piantonavano la scala di accesso al municipio, di assistere alla cerimonia e ci è stato impedito perché “la sala è piena”, mentre altri salivano perché accompagnati da “rappresentanti” istituzionali e non. Sembrava più una festa per pochi invitati che non per la Cittadinanza, come diceva il manifesto.

Dopo aver atteso che qualcuno scendesse, siamo entrati nell’aula consiliare.

Mentre noi, rispettosi delle Istituzioni presenti in aula, ascoltavamo in silenzio le parole del Ministro, qualche anziano ha avuto da ridire ad alta voce e la colpa di ciò è stata attribuita a noi, dagli agenti della Ps che ormai ci controllavano a vista. Così ci hanno “invitati” a tacere e per intimorirci ci hanno piazzato due agenti dietro, come se fossimo dei sovversivi, che sono stati in nostra compagnia per quegli ultimi minuti che restavano della cerimonia.

Terminando, pur rispettando il lavoro che egregiamente le forze dell’ordine svolgono giornalmente per garantire la nostra sicurezza, sinceramente non ci aspettavamo questo trattamento proprio nella giornata in cui Andria diventava Città.

Abbiamo sentito sulla nostra pelle il disagio di chi è limitato nella sua libertà di partecipazione civile.

Se questi sono i presupposti della nascita della Città, preferivamo restare un Comune.

F.to I militanti di SEL Andria